Odio il lato economico delle cose, perché i soldi addormentato il cuore. Odio la convenienza, l’opportunismo, il servilismo. Odio le cose non dette e il non poterle dire. Perché impauriscono, intimidiscono, aggrediscono. Odio non poter prendere la situazione in mano. Odio fare finta di non sapere. Odio riferimenti impliciti. E odio chi non li capisce. O chi fa finta di non capire. Per paura. O altro. E odio me stessa quando odio. Odio odiare così tante cose e odio non poterci fare nulla.
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Ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.
L’eleganza del riccio, Muriel Barbery
(via decadentementenuda)