Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico: se non sono anch’io un pezzo dell’idiota di Dostoevskij, la mia lettura è vana. Perché il libro, anche il sacro, appartiene a chi lo legge e non per il diritto ottenuto con l’acquisto. Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui…

Erri De Luca

(via decadentementenuda)

decadentementenuda:

Odio il lato economico delle cose, perché i soldi addormentato il cuore. Odio la convenienza, l’opportunismo, il servilismo. Odio le cose non dette e il non poterle dire. Perché impauriscono, intimidiscono, aggrediscono. Odio non poter prendere la situazione in mano. Odio fare finta di non sapere. Odio riferimenti impliciti. E odio chi non li capisce. O chi fa finta di non capire. Per paura. O altro. E odio me stessa quando odio. Odio odiare così tante cose e odio non poterci fare nulla.